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setup su ponte Ibanez Edge III


ponte Ibanez Edge III



non valido per

Ibanez Lo-Pro Edge
Ibanez Edge Pro
Ibanez Edge Pro II
Ibanez Edge Zero
Ibanez ZR
Ibanez TRS 101
Ibanez Lo-TRS
Ibanez Lo-TRS II
Ibanez Single Lock
Floyd Rose originale
tutti i Floyd Rose licensed





si consiglia di seguire la procedura in questo ordine (cliccare sulla voce desiderata per accederci):

• cambio-corde
• truss-rod/curvatura manico
• assetto ponte
• action
• intonazione
• assetto pickups
• accordatura
• chiusura/check finale


premessa: assetto del ponte Ibanez Edge III
diversamente dal tipico ponte Floyd Rose e Licensed vari, che vanno settati con la piastra-base parallela al top della chitarra, il ponte Ibanez Edge III, per funzionare a dovere, deve essere settato con la superficie superiore della piastra-base inclinata (vedi foto sotto). più in là vedremo come e perché.

ponte Ibanez Edge III



cambio-corde

attrezzi
- chiave a brugola da 3mm
- tronchesini
- accordatore
- avvolgi-corda
(facoltativo)

la prima cosa da fare sempre nel caso avessimo acquistato una chitarra, nuova o usata, è cambiare le corde, anche se sembrano nuove. le corde che troviamo su una chitarra usata non sono affidabili e non suoneranno mai come fossero nuove. questo vale anche per le chitarre nuove, in quanto le corde montate di fabbrica, per ovvie ragioni di taglio sui costi, sono sempre di scarsa qualità e sono installate su una chitarra rimasta in vetrina per mesi, se non per anni, e provate da tante mani sudaticce. inoltre sono concepite appositamente per rimanere sempre lucide senza accumulare patine di ossido. in pratica sembrano nuove ma sono marce. quindi, nuova o usata, cambiamo le corde, in fondo 7 o 8 euro non sono poi la fine del mondo.

il montaggio delle corde è sempre una cosa un po' personale, ci sono vari metodi per avvolgere e annodare la corda intorno al perno, ognuno ha il suo. c'è chi si sbizzarrisce in improbabili (e spesso inutili) nodi in stile marinaro, oppure c'è chi non taglia la corda, ma la avvolge tutta intorno al perno, con risultati a mio parere piuttosto discutibili, oltre che esteticamente inaccettabili. non solo, ma ognuno può scegliere quanti giri far compiere alla corda intorno al perno. c'è chi sostiene che meno è meglio, in quanto la corda ha meno probabilità di subire slittamenti intorno al perno, e c'è chi sostiene l'esatto contrario, ovvero: più giri = più stabilità. io cerco di stare sulla via di mezzo, nè troppi nè troppo pochi. generalmente ci sono due modi di cambiare le corde:

1- corda per corda
se la chitarra presenta già un assetto ottimale di ponte e manico, e se non sentiamo la necessità di pulire la tastiera, sarebbe bene cambiare le corde una per volta, ovvero: tolgo quella vecchia e metto quella nuova, e così per tutte le corde. questo sistema ci permetterà di non alterare nè l'angolazione del ponte nè la curvatura del manico, a patto che le corde vecchie non fossero marce da mesi o che le corde nuove non siano di spessore diverso e che manteniamo la stessa accordatura.

2 - cambio totale
nel caso in cui il setup sia da rifare e/o tastiera e/o hardware necessitino di manutenzione. in questo caso togliamo tutte le corde, così da lasciare campo libero per pulizie e lavori vari, poi metteremo le nuove tutte insieme.

e siccome il caso "peggiore" è il cambio totale, vediamo come farlo:


1
sdraiamo la chitarra su un piano, a faccia in sù, con un rialzo sotto il manico in modo che stia sollevato. non appoggiamo la paletta, ma il manico in prossimità del capotasto. sarà tutto molto più naturale se teniamo il corpo a destra e il manico a sinistra.


2
ora dobbiamo bloccare il ponte in posizione di corretto assetto (come foto sopra). per fare ciò, dobbiamo infilare un oggetto dello spessore opportuno sotto la coda del ponte per evitare di farlo ribaltare indietro quando si tolgono le corde. ciò renderà la procedura molto ma molto più facile e veloce. attenzione a scegliere un oggetto che non segni o graffi il body. qui ho usato del poliuretano:

può essere qualsiasi cosa, un tappo di bottiglia di plastica, una gomma da cancellare, una batteria da 1.5V, monete impilate, un panno appallottolato, qualsiasi cosa. l'importante è che, con lo spessore infilato sotto la coda, il ponte assuma questo assetto (nello schema a destra, in giallo, lo spessore da infilare):


3
ora togliamo le corde usate, cioè apriamo i dadi del bloccacorde con la brugola da 3mm, scordiamo le corde completamente, sblocchiamole dalle relative sellette del ponte sempre con la brugola da 3mm, poi sfiliamole dalle meccaniche.


il ponte, che abbiamo bloccato, dovrebbe essere rimasto in assetto. ora procediamo con l'incordatura. se vogliamo approfittare per una bella pulizia di tastiera e hardware, questo è il momento. clicca qui per info.

poi procediamo con l'incordatura. prima di incordare, però, diamo una stretta alle boccole delle meccaniche, alle viti delle chiavette e alle viti di fissaggio del bloccacorde:


4
ora incordiamo: prendiamo una corda nuova e infiliamola nel foro del perno nella relativa meccanica. non provochiamo nella corda nuova curvature troppo strette o addirittura pieghe: sono letali. il pallino dovrà premere contro il foro del perno per ancorare la corda ad esso. ci eviterà inutili nodi marinari e spuncioni pericolosi per i nostri polpastrelli.


5
stendiamo la corda in tutta la sua lunghezza sul manico fino oltre il ponte, e tagliamola circa all'altezza della fine della coda del ponte. infiliamo l'estremità appena tagliata nel foro della selletta e chiudiamo il dado stringendo il bullone nel retro di essa con la chiave a brugola da 3mm.


6
teniamo la corda in posizione e con l'altra mano iniziamo ad avvolgere la corda girando la paletta della meccanica in senso anti-orario. non tiriamo subito la corda, lasciamo che faccia mezzo giro o anche più, facendola scorrere tra le dita, poi la tiriamo.


sarebbe bene far fare alla corda un giro sopra il pallino e gli altri sotto, come nella foto qui:



accordiamo la corda e ripetiamo l'operazione per tutte le altre. teniamo presente che man mano che accordiamo le nuove corde, quelle precedentemente incordate si scordano. niente paura, è normale. ora accordiamo una sola volta tutte le corde. anche qui, ci accorgeremo che man mano che passiamo di corda in corda, quelle precedentemente accordate si saranno già scordate. non badiamo, procediamo come se niente fosse e accordiamo una sola volta. ripeto: una sola volta. non facciamoci prendere dalla tentazione di avere le corde subito accordate. dopodichè togliamo lo spessore da sotto la coda: se abbiamo accordato una sola volta, il ponte, con ogni probabilità, avrà mantenuto il suo assetto corretto, o quasi, e le corde si autobilanceranno in una accordatura pressochè precisa, semitono più, semitono meno. niente paura, ritocchiamo l'accordatura normalmente. il ponte rimarrà più o meno in assetto. se il ponte invece non avesse mantenuto l'assetto corretto, passiamo al paragrafo Assetto Ponte Ibanez Edge prima di procedere con la regolazione della curvatura del manico.





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truss-rod/curvatura manico

attrezzi
- chiave a brugola da 4mm

il truss-rod (non truss-road!) è l'elemento fondamentale per un buon setup. pochi sanno cos'è e a cosa serve, vediamolo insieme:
il truss-rod (truss = trave; rod = barra) è una barra di acciaio che corre assialmente all'interno del manico per quasi tutta la sua lunghezza, lo rinforza e soprattutto ne regola la curvatura. la curvatura del manico è assolutamente fondamentale per ottenere un buon setup. è importante che il manico sia perfettamente dritto per una ottima action (anche se in alcuni casi è necessaria una lievissima curvatura).
il truss-rod va regolato quando il manico, causa umidità e temperatura critiche, raggiunge una curvatura eccessiva, che sia essa in avanti (up-bow) o indietro (back-bow).



a seconda del tipo di curvatura che il nostro manico presenta, il truss-rod agisce su di essa tirando o rilasciando il manico.
esso va regolato tramite un bullone che troviamo sulla paletta, spesso coperto da un coperchietto, in gergo: nut. può anche essere un semplice foro scoperto, o una rotellina all'inizio del manico, dipende dal modello.
vediamo come stabilire se il manico è dritto o curvo:

1
premiamo il Mi Basso sia sul primo tasto (Fa) sia dopo l'ultimo tasto (22esimo o 24esimo). dobbiamo creare un riferimento perfettamente dritto tra i due punti estremi della tastiera, escludendo il capotasto.


 

2
fatto ciò, aguzziamo la vista e guardiamo quanto spazio intercorre tra la corda (meglio: il "sotto" della corda) e la sommità dei tasti di metallo (o capotasti) nella zona centrale della tastiera, diciamo circa all'altezza del 10mo tasto. se tra corda e tasto di metallo corre meno di 1mm (circa lo spessore di una carta di credito) allora il nostro manico è perfetto e possiamo saltare direttamente al paragrafo "action"; se invece tra corda e tasto corre 1mm o più, il nostro manico è un po' troppo curvo verso l'alto (up-bow). oppure, se la corda dovesse fare contatto su tutti i tasti, dal primo all'ultimo, allora il nostro manico è troppo curvato verso il basso (back-bow). in questi casi proseguiamo al punto 3.

3
con un cacciavite svitiamo e asportiamo il coperchietto dalla paletta: troveremo un bullone con testa esagonale. per regolarlo è necessaria una chiave a brugola da 4mm.


chiave a brugola da 4mm




> attenzione: le regolazioni che seguono vanno considerate come se il truss-rod (il bullone) puntasse verso di noi! <



in caso di up-bow prendiamo una chiave a brugola a 4mm, acchiappiamo il bullone del truss-rod e diamo un sesto di giro in senso orario. nel caso di back-bow invece diamo un sesto di giro in senso anti-orario. ovviamente il sesto di giro non deve essere preso col goniometro, si va a occhio. mi si chiede spesso qual èè il senso orario o anti-orario (ebbene sì), e allora ecco uno schema che penso sia piuttosto chiaro:


regolazione in senso orario



regolazione in senso anti-orario



4
dopo aver lasciato il manico assestarsi, controlliamo di nuovo la curvatura: se il sesto di giro non è bastato, diamone un altro sesto, o un dodicesimo (equivale ai 5 minuti nel quadrante dell'orologio). dopodichè lasciamolo ri-assestarsi per qualche minuto. una volta raggiunta la curvatura perfetta del manico, passiamo al settaggio dell'action.





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assetto ponte Ibanez Edge

attrezzi
- cacciavite a croce grande
- accordatore


assetto ponte Ibanez Edge III


come detto all'inizio, il ponte Ibanez Edge III, per funzionare bene, deve essere settato con la piastra-base leggermente inclinata, come nella foto qui sopra.

 





in questo modo ci si assicura che le lame saranno perpendicolari ai perni sui quali basculano. a volte, durante per esempio un cambio-corde o altre regolazioni del setup, capita di trovarsi col ponte inclinato avanti o indietro. in questi casi, si deve agire sulle due viti che fermano la piastra delle molle nel retro del corpo:


ecco come:

ponte inclinato in avanti (coda sù)
col cacciavite diamo a entrambe 1/4 di giro in senso orario. ri-accordiamo e verifichiamo l'inclinazione del ponte. ripetiamo fino a quando la lama si trova perfettamente orizzontale e parallela al top della chitarra, man mano diminuendo la quantità di giro sulle viti, prima 1/4, poi 1/6, poi 1/8 e così via, arriveremo anche a dare appena appena 1 grado di giro, un tocchettino appena, e non necessariamente ad entrambe le viti, è un equilibrio millimetrico.




ponte inclinato indietro (coda giù)
col cacciavite diamo a entrambe 1/4 di giro in senso anti-orario. ri-accordiamo e verifichiamo l'inclinazione del ponte. ripetiamo fino a quando la lama si trova perfettamente orizzontale e parallela al top della chitarra, man mano diminuendo la quantità di giro sulle viti, prima 1/4, poi 1/6, poi 1/8 e così via, arriveremo anche a dare appena appena 1 grado di giro, un tocchettino appena, e non necessariamente ad entrambe le viti, è un equilibrio millimetrico.






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action

attrezzi
- chiave a brugola da 3mm

l'action è l'altezza delle corde rispetto alla tastiera, più precisamente, la distanza che intercorre tra il "sotto" della corda e la sommità dei tasti di metallo (o capotasti), generalmente misurata al 12° tasto.


 

è importantissimo sapere regolare l'action, perché una action troppo alta può farci odiare lo strumento a prescindere da tutto il resto.
l'action è una cosa totalmente personale, c'è chi la preferisce alta, chi bassa, non c'è una soluzione migliore dell'altra. ovviamente ognuna ha i suoi pro e i suoi contro, vediamone alcuni:

action alta
pro: tono più grosso, sustain più lungo, maggiore attacco e dinamica
contro: corde dure, bending e intonazione imprecisi

action bassa
pro: corde tenere, bending e intonazione precisi
contro: tono più sottile, sustain più corto, minore attacco e dinamica

come vediamo, le due scelte hanno pro e contro perfettamente simmetrici. teniamo a mente che misureremo l'action al 12° tasto.
vediamo come settare l'action a nostro piacimento, ma non prima di aver letto l'avviso in rosso qui sotto:


3
posto che il manico sia dritto, ora proviamo la chitarra e stabiliamo se l'action è troppo alta o troppo bassa per noi. dobbiamo considerare che mediamente una action inferiore ai 2.0mm sul Mi Basso e 1.5mm al Mi Cantino è pericolosa, nel senso che le corde rischiano di friggere. coi termini "friggere" o "frustare" si intende il rumore metallico "zanzaroso" e nasale, tipo "zzziiinnng", che la corda provoca se nel vibrare tocca uno o più tasti. bastano veramente poche frazioni di millimetro per far friggere/frustare una corda.
se l'action è troppo alta, prendiamo la chiave a brugola da 3mm e diamo mezzo giro (o uno intero, a seconda dei casi) in senso orario a ciascuno dei due perni del ponte. viceversa, se l'action è troppo alta, giriamo la brugola in senso antiorario:

brugola 3mm:
senso orario per abbassare l'action è;
senso antiorario per alzare l'action è.


4
riproviamo la chitarra ed eventualmente ripetiamo fino quando troviamo il giusto compromesso.

diciamo che una buona action medio-bassa dovrebbe aggirarsi sui 2.5mm al Mi Basso, e 2.0mm al Mi Cantino, al 12° tasto. le misure sono da considerarsi puramente indicative, non seguiamole mai alla lettera. poi tutto dipende da che tipo di tasti abbiamo e da quanto (e come) sono usurati.

ora, riproviamo la chitarra lungo tutto il manico e su tutte le corde, suoniamo note singole e lunghe col plettro con decisione, ma anche accordi in tutte le posizioni. se l'action ci soddisfa e le corde non friggono in nessun tasto, allora passiamo al settaggio dell'intonazione.
teniamo a mente che un minimo di "friggitura" è consentito sulle corde basse, in quanto, finchè il fenomeno è ridotto al minimo, il pickup non riuscirà a sentirla e quindi non verrà amplificata. in particolare, la friggitura consentita è quella che si sviluppa soltanto nel momento della pennata e decade immediatamente lasciando fluire la nota. se invece la corda frigge a lungo, alziamo l'action.





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intonazione

attrezzi
- chiave a brugola 2mm
- accordatore


> NB: è obbligatorio regolare l'intonazione solamente dopo aver ottenuto il corretto assetto del ponte e l'action desiderata <


da non confondere con "accordatura", l'intonazione, o anche "ottavatura", se ben settata, ci permette di suonare sempre accordati in qualsiasi posizione della tastiera. ogni corda, per suonare accordata lungo tutta la tastiera, necessita di una sua lunghezza precisa e diversa dalle altre corde. ciò è dovuto alla differenza di spessore tra le corde. nella fattispecie, più la corda è grossa, più deve essere lunga per suonare intonata lungo tutta la tastiera. si tratta comunque di pochi millimetri di differenza. ecco perché tutti i ponti (tranne sulle acustiche e sulle classiche), hanno una selletta individuale per ciascuna corda. per variare la lunghezza delle corde, si deve agire sulla posizione di ogni singola selletta. sul ponte Ibanez Edge III, per regolare la posizione della selletta, dobbiamo prima scordare la corda interessata, poi, con una brugola da 2mm, agire sulla vite di fissaggio posta in testa alla selletta, sotto la corda:

svitare per sbloccare la selletta,
avvitare per bloccare la selletta.


ecco come regolare le sellette:

accordiamo la chitarra, assicuriamoci che il ponte sia in assetto (lama parallela al top), poi partiamo dal Mi basso e controlliamo l'intonazione suonandolo un'ottava sopra. se la nota letta dall'accordatore è crescente rispetto alla nota della corda suonata a vuoto, la selletta va spostata indietro, più lontana dal manico; al contrario, se la nota è calante, la selletta va spostata in avanti, verso il manico. in sintesi:


nota crescente > selletta indietro
nota calante > selletta avanti


ricapitolando la procedura avremo una sequenza di questo tipo (esempio su Mi basso, con corde tutte accordate, ponte in assetto e action ok):

• scordiamo la corda;
• svitiamo la vite di fissaggio della selletta;
• muoviamo la selletta avanti o indietro a seconda;
• riavvitiamo la vite di fissaggio della selletta;
• riaccordiamo e controlliamo l'intonazione un'ottava sopra;
• ripetiamo per le restanti corde;


sul "quanto" spostare avanti o indietro le sellette, si va a occhio, comunque consiglierei non più di 2mm alla volta. per evitare perdite di tempo e di pazienza, consiglio di intonare una corda (per esempio, il Mi Basso) e, partendo dalla posizione corretta di questa selletta, posizionare le altre seguendo la disposizione come nella foto qui sotto:



ovvero, partendo dal Mi basso, la prima selletta a sinistra, settata con l'accordatore, procediamo con le rimanenti, settandole man mano più avanti, di poco, circa 1mm o 1.5mm max di dislivello dalla precedente. poi la quarta selletta (Sol), la settiamo pari alla seconda (La), e ricominciamo come prima. ci troveremo con due gruppi di tre sellette ciascuno, a scalare: il primo, delle corde grosse, e il secondo, delle corde sottili, settato un passo indietro rispetto alla selletta del Re. ogni gruppo di sellette comunque mantiene lo stesso pattern, cioè le sellette scalano man mano più vicino al manico. ciò facilita e velocizza molto la procedura. ora riaccordiamo e controlliamo l'intonazione. teniamo presente che la perfezione assoluta non è raggiungibile, la chitarra è legno che si muove, si ritira e si rilascia con l'umidità, con dei tasti incastonati i quali hanno una superficie curva che con l'usura perde l'arco perfetto e il punto esatto di contatto con la corda, inoltre le nostre dita non possono esercitare la stessa identica pressione tutte le volte, e basta pochissimo per variare la lettura dell'accordatura. quindi non è possibile ottenere un'intonazione assolutamente perfetta su tutti i tasti. cerchiamo di essere un po' elastici, anche perché l'orecchio ha diversi limiti rispetto all'accordatore, e certe imperfezioni non le coglie. a sua volta però l'accordatore non è in grado di sentire la naturalezza e la rotondità dell'accordatura imperfetta, quindi sta a noi decidere se tenere un'accordatura pressochè perfetta, oppure arrotondata per il nostro orecchio.

un trucchetto che uso sempre è quello di suonare classici bicordi o tricordi "metal" sulle corde basse, con suono distorto, nella zona centrale del manico e anche sulla seconda ottava. se il bicordo ha quel mordente, quel ringhio tipico che deve avere allora siamo intonati (almeno le corde basse). se il bicordo non ha il ringhio, ma al contrario, è dissonante, cerchiamo di capire quale delle due corde (appunto del bicordo) deve essere tirata o mollata, facendo più pressione su una corda o sull'altra mentre suoniamo. per esempio, se ottengo il ringhio facendo pressione sulla quinta con l'anulare, significa che la corda in cui suono la quinta deve essere tirata, cioè la selletta va spostata in avanti, oppure la selletta dell'altra corda va spostata indietro, a seconda. e così via...





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assetto pickups

attrezzi
- cacciavite a croce o piatto piccolo
- un buon orecchio


anche l'assetto dei pickups contribuisce a un ottimo rendimento della chitarra. un pickup non è altro che un microfono, e la distanza di esso dalle corde influisce sensibilmente sulla qualità del suono in uscita, non solo sul volume. in particolare possiamo schematizzare il tutto in due diverse scuole di pensiero:

pickup vicino alla corda
pro: volume maggiore, sustain leggermente più lungo
contro: suono pulito difficilmente ottenibile, minore definizione, vibrazione non naturale delle corde

pickup distante dalla corda
pro: suono pulito più facilmente ottenibile, maggiore definizione, vibrazione naturale delle corde
contro: volume minore, sustain leggermente più corto



detto questo, si possono stilare alcune regole generali:

a) teniamo i pickups non troppo vicini alle corde
b) settiamo i pickups sempre più bassi mano a mano che ci si avvicina al manico
c) incliniamo i pickups dal lato dei bassi o dei cantini, a seconda delle necessità


ora vediamole in dettaglio:

a) teniamo i pickups non troppo vicini alle corde
non serve tenere il pickup vicinissimo alle corde se vogliamo ottenere un suono più grosso. o meglio, può servire, ma i "contro" sono tanti e tali che si rischia di compromettere la bellezza e naturalezza del suono. per ottenere un suono più grosso possiamo optare per altre soluzioni, per esempio l'uso di corde di spessore maggiore, o l'uso corretto dell'equalizzazione dell'ampli.
per trovare la giusta altezza generale, partiamo dal pickup al ponte, settiamolo abbastanza vicino alle corde (esempio: circa 3mm di distanza), amplifichiamo la chitarra e suoniamola col suono più pulito possibile dall'amplificatore. suoniamo accordi potenti e bicordi a volume deciso: se la chitarra satura, anche solo appena percettibilimente, allontaniamo il pickup. ripetiamo l'operazione fino a quando la chitarra smette di saturare. oppure al contrario, avviciniamo il pickup fin quando inizia a saturare, a quel punto torniamo indietro di un passo. quella è la giusta distanza dalle corde. non badiamo alle misure che leggiamo nei siti delle case costruttrici: non esiste una misura precisa per alcuna chitarra e alcun pickup.


b) settiamo i pickups sempre più bassi mano a mano che ci si avvicina al manico
la corda oscilla con ampiezza maggiore al suo centro, e maggiore ampiezza di oscillazione si traduce in maggiore volume. quindi se noi teniamo tutti i pickups alla stessa distanza, ci troveremo con il pickup al manico che esce con un volume doppio di quello del pickup al ponte. dobbiamo cercare di ottenere il massimo equilibrio di volume tra i pickups .
una volta trovata la giusta altezza del pickup al ponte, lo useremo come guida per gli altri, ovvero: settiamo il pickup al manico a un'altezza tale che, switchando tra questo e quello al ponte, il volume non subisca notevoli sbalzi, sia in alto che in basso. non facciamoci ingannare dalla corposità del suono del pickup al manico, dobbiamo concentrarci sul mero volume. facciamo la stessa cosa col pickup centrale (se c'è). supponendo di avere tutti i pickups di potenza simile, seguendo questo metodo ci ritroveremo quasi sicuramente con i pickups settati così:




c) incliniamo i pickups
a seconda di dove è posizionato, il pickup capta esattamente ciò che sente, quindi, per esempio, il pickup al ponte capterà un suono più definito e tagliente, quello al manico capterà un suono più caldo e pastoso. a volte questa caratteristica ha degli effetti leggermente sgradevoli in quanto troppo udibili. per esempio, il pickup al ponte potrebbe suonare troppo nasale e squillante, addirittura fastidioso. quello al manico potrebbe avere troppi bassi e risultare quindi troppo ovattato e ridondante. per ovviare a ciò, sfruttiamo la possibilità dei pickups di essere inclinati, ovvero di essere avvicinati o allontanati dal pickup solo su un lato. se desideriamo più frequenze basse e meno frequenze alte sul pickup al ponte, agiamo sulle due viti (a volte tre), poste alle sue estremità: in questo caso incliniamolo in modo che sia più alto sulle corde grosse, e più lontano dai cantini. faremo l'inverso sul pickup al manico, se desideriamo tagliare un po' di ridondanza di frequenze basse. se abbiamo un pickup centrale, generalmente possiamo lasciarlo parallelo al corpo in quanto quella posizione è il giusto compromesso tra manico e ponte. supponendo di avere tutti i pickups di potenza simile, seguendo questo metodo ci ritroveremo quasi sicuramente con i pickups settati come nello schema qui sotto (volutamente esagerato per maggiore comprensione):




altro piccolo dettaglio, la regolazione, quando possibile, dei singoli poli del pickup: su buona parte degli humbuckers, almeno una fila di poli è regolabile, con cacciavite piatto o brugola. i poli regolabili servono per poter controllare l'output di ogni singola corda, separatamente dalle altre. esempio: il Sol esce troppo alto rispetto alle altre corde? abbassiamo (avvitiamo) il polo sotto il Sol ed ecco che l'output cala. al contrario, il Si esce un po' nascosto? alziamo (svitiamo) il suo polo e il gioco è fatto. piccolezze, certo, ma finchè si può, perché no?





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accordatura

attrezzi
- accordatore

ora che abbiamo settato il manico, l'action e l'intonazione, non rimane che accordare. prima di accordare, ricordiamoci di fare una cosa molto importante: stiriamo le corde!
accordiamo il tutto e stiriamo le corde, una per volta con decisione, ma senza esagerare e senza dare strattoni forti. infiliamo indice, medio e anulare sotto la corda, allontaniamola dalla chitarra di 2 o 3 cm, e, mantenendo tale distanza, facciamo scivolare la mano lungo tutta la corda, dal ponte al capotasto.

stirandole, le corde possono perdere diversi toni, quindi riaccordiamole e ristiriamole, e ripetiamo fin quando l'accordatura tiene. quasi mai l'accordatura tiene alla perfezione anche dopo ore di stiramento, quindi non aspettiamoci la perfezione assoluta. in ogni caso, se non facciamo questa operazione, la chitarra si scorderà dopo pochi accordi o addirittura anche un solo bending, e nonostante noi la riaccordiamo, lei si scorderà sempre, anche dopo giorni e giorni che la suoniamo. quindi è assolutamente importante stirare le corde. per un approfondimento sul discorso, clicchiamo qui.


esistono vari modi per accordare una chitarra, io ne conosco 3: accordatura a vuoto, accordatura al sesto tasto premuto e accordatura con armonici artificiali. ognuno ha le proprie abitudini e le proprie preferenze, io personalmente non prediligo quella con armonici artificiali per un motivo ben preciso: l'armonico viene generato senza premere il tasto, ed è proprio qui il punto, cioè, quando io accordo devo simulare il più possibile la posizione della corda e la pressione delle dita come quando suono normalmente. ora, se io genero un armonico al sesto tasto, non sto simulando niente di ciò che faccio quando suono, e la differenza si sente. per non parlare della pressione delle dita, che può alterare il pitch anche di un quarto o un terzo di tono, a volte, e ciò non è ammissibile.
per questo io consiglio di accordare usando l'accordatura a vuoto al capotasto. un altro metodo che aggiungo a questo, è quello di usare l'orecchio e suonare bicordi sulle corde Mi Basso, La e Re, e anche le corde a vuoto del Si e Mi Cantino: il tutto con un suono distorto. la distorsione aiuta moltissimo a intercettare frequenze irregolari e dissonanze tra le corde, e di conseguenza, le si trovano e correggono con molta facilità. ciò vale anche, e soprattutto, per l'intonazione. ricordiamoci, inoltre, di non accordare con la chitarra sdraiata, perché il manico, appoggiato in quella posizione su un supporto, subisce una certa flessione, la quale falsa l'accordatura, anche se di poco. quindi accordiamola stando in piedi con la chitarra a tracolla, o a sedere, ma sempre con la chitarra posta di lato.
ora verifichiamo l'accordatura lungo tutto il manico, facciamo diversi bending molto ampi, senza esagerare, ed eventualmente riaccordiamo.





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chiusura/check finale

attrezzi
- chiave a brugola 3mm
- accordatore

ora che abbiamo stirato bene e accordato, dobbiamo "chiudere" le corde e fare il check finale, ovvero: dobbiamo chiudere i tre dadi che bloccano le corde al capotasto blocca-corde.

senso anti-orario per sbloccare il dado,
senso orario per bloccare il dado.


eseguiamo questa operazione con la chitarra posta su un lato, o ancora meglio, stando in piedi con la chitarra a tracolla. quindi, posiamo un dado sulla prima coppia di corde (esempio: Mi Cantino e Si) e con la brugola lo chiudiamo avvitando la vite in senso orario. stringiamo con decisione, senza esagerare.

il check finale consiste nel simulare l'uso della leva come se suonassimo realmente: infiliamo la leva, e cominciamo ad alzarla e abbassarla fino a fine corsa sia in alto che in basso. non ci preoccupiamo, le corde non si romperanno, a meno che non ci siano spigoli vivi nei due imbocchi della corda (selletta e capotasto). usiamo la leva per un buon mezzo minuto, poi controlliamo l'accordatura: se è completamente sballata, riapriamo i dadi e aggiustiamola con le meccaniche; se invece è solo leggermente alterata, max 30 centesimi di tono qua e là, usiamo i Fine-Tuners. i Fine-Tuners sono quelle rotelle che stanno sulla coda del ponte, e servono per affinare l'accordatura (appunto: Fine-Tuners) ma devono essere usati esclusivamente quando i dadi sono già chiusi. il nostro obiettivo è usarli il meno possibile.

Fine-Tuner.
senso orario per alzare il pitch,
senso anti-orario per abbassare il pitch.



ripetiamo l'operazione fin quando l'accordatura tiene. se ciò non dovesse avvenire anche dopo aver stirato molto bene le corde, consultiamo la sezione Setup Avanzato ponte Floyd Rose.





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